Privacy Policy
Angolo tattico

The FLC files: 4-3-1-2

Uno dei mestieri più praticati in Italia è sicuramente quello dell’allenatore. Centinaia di migliaia di tecnici travestiti da tifosi, pronti a dire la propria in qualsiasi situazione di vita. Difficile fare un censimento, a Roma si rischia di toccare picchi record: “dietro a tre non si può più giocare”. Motivetto particolarmente in voga nelle ultime settimane, solo bisbigliato nelle ultime del campionato scorso.

La difesa a tre è un sistema particolare, ha bisogno di interpreti precisi e gli equilibri sono sempre sul filo del rasoio. Il 3-5-1-1 di Inzaghi ha fruttato centinaia di palle goal nella stagione passata, con una squadra quasi sempre al comando del gioco, capace di pressare con frequenza in periodi diversi della partita e di ripartire letalmente per vie centrali. Una squadra estremamente dinamica, elastica, costretta a concedere qualcosa di troppo anche grazie ad un elevato dispendio di energie.

Vista la rosa a disposizione, vista la totale assenza di esterni offensivi, l’unica vera alternativa è il 4-3-1-2.

Il mercato ha regalato due potenziali importanti titolari: Valon Berisha e Joaquin Correa.

Il kosovaro è una mezzala sinistra o destra, anche esterno di centrocampo, ha intensità, sa giocare nei corridoi e si sa inserire. Ha un piede destro educatissimo e qualità di regia che possono fare molto comodo ad Inzaghi.

Il tucumano è un trequartista centrale, anche se a Siviglia ha giocato prevalentemente “ala” sinistra. Struttura fisica importante, lampi da numero 10 e giocate in velocità da numero 7. Ha doti tecniche da potenziale craque, si sa muovere bene dietro la difesa, dandogli fiducia incondizionata può andare in doppia cifra. I 188 cm dell’argentino vanno sfruttati nella zona centrale, anche da seconda punta atipica, nella zona dove va spesso anche Milinkovic: lancio lungo e duello spalle alla porta, forza fisica e protezione. Più spazi e più filtranti per Ciro Immobile, il bomber verticale per eccellenza nonché mister 41 goal stagionali 2017/2018, più sponde per il tiro dalla distanza di Berisha.

Luis Alberto leggermente più basso, più nel vivo del gioco, meno in area di rigore. Lo spagnolo se non è al 100% non riesce ad incidere nel dribbling, ma la precisione e la genialità nei filtranti difficilmente manca. Un regista avanzato, insomma.

Milinkovic libero di scambiarsi la posizione con Correa, Berisha costretto ad un lavoraccio “coast to coast” ma è stato preso apposta perché è bravo a fare quello. Leiva nel solito ruolo da infrangibile scudo davanti alla difesa, con il terzo polmone Badelj pronto a dargli il necessario ossigeno fino a giugno.

La linea difensiva a quattro con Caceres e Radu sulle fasce, due “mezzi” centrali che possono tenere le maglie della difesa molto strette, a scapito di una fase di spinta poco costante. Un sacrificio probabilmente spendibile, vista la centralità del gioco con questo 4-3-1-2.

Fuori dal modulo capitan Lulic e Marusic, i due esterni titolari nel 3-5-1-1 della scorsa stagione. Troppo offensivi per fare i difensori esterni con un centrocampo così tecnico da coprire, ma armi da sfruttare a partita in corso come del resto Jordan Lukaku, che Inzaghi ha dichiarato “immediatamente” reintegrabile quando starà bene (2 mesi, ndr).

Soluzioni alternative, idee nuove, tantissimo sacrificio: il talento non manca, al resto ci pensa Simone Inzaghi.

About the author

Redazione

Commenta

Clicca qui per commentare

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: