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Angolo tattico

Inzaghi ed il dogma del 3-5-2

Ultimi giorni di prove tattiche ed esperimenti, poi da sabato si farà sul serio. Dovrà essere la stagione del riscatto e dei grandi obiettivi del qualificarsi in Champions League ed arrivare in fondo all’Europa League. Per farlo, serviranno scelte tattiche, strategie, rotazioni di giocatori e farli rendere tutti al massimo. Il coach biancoceleste non si è mai spostato dal suo modulo, 3-5-2 o 3-5-1-1 che dir si voglia, diventato celebre nei due derby della semifinale di Coppa Italia e nell’immediato derby di ritorno in campionato. In particolare, questo il report dettagliato da parte dell’Agenzia Ufficiale S.S.LAZIO:

Inzaghi punta ancora sul 3-5-2, modulo sul quale ha lavorato nell’intero precampionato.

I giocatori a disposizione sono perfetti per l’assetto voluto dal mister Laziale. Il 3-5-2 resta un postulato dal quale Inzaghi non scantona. Il mister piacentino non è un integralista, ma ha puntato su alcuni principi di gioco che col 3-5-2 vengono sviluppati al meglio, e durante l’estate non sono stati fatti altri esperimenti, si è puntato da subito sull’usato sicuro. Intanto, la difesa a tre consente al libero staccato di fugnere da vero e proprio regista della retroguardia, con i compiti di iniziare la manovra dal basso, un principio fondamentale per una squadra che punta a imporre il proprio gioco. Sulle fasce il ruolo dei quinti è fondamentale, e spesso i due esterni si cercano in fase d’attacco in modo da cambiare spesso il fronte offensivo per sorprendere gli avversari: tutti esterni di gamba e di spinta quelli a disposizione di Inzaghi, sia per la corsia di destra sia per quella di sinistra.

Il volante, quando hai un interprete come Leiva è decisivo: il centrocampo a due sarebbe troppo piatto per una dinamica di gioco che punta ad avere un play in grado di velocizzare la manovra in verticale. I giocatori della Lazio, Leiva e Luis Alberto in particolare, appena prendono palla guardano in avanti e fanno partire l’azione, rapidi, tendendo sempre a puntare la porta avversaria: gioco in verticale quando si può, come filosofia da seguire, gioco concreto, non tanto in orizzontale.

Mirare, insomma, a un gioco pratico ed efficace, evitando una trama sterile. Da qui nascono le tante reti segnate dalla Lazio, una cosa alla quale Inzaghi certamente non vuole rinunciare. Parolo è una mezzala perfetta in grado di fare bene le due fasi, Milinkovic spesso è il trasformatore del modulo: 3-5-2 sì, ma in corso d’opera diventa 3-4-2-1 con il serbo sulla linea di Luis Alberto, sempre alla ricerca della posizione migliore per suggerire al compagno o sparare in porta.

Milinkovic occupa lo spazio e lo toglie all’avversario, sfruttando le sue doti fisiche e dominando nei contrasti, Luis Alberto, che agisce sempre sulla trequarti, se lo spazio è occupato si sposta ed è in continuo movimento per trovare la collocazione migliore per ricevere palla. Pensando al 3-4-2-1 si può immaginare una variante tattica possibile che sia più stabile nel corso della gara, con Leiva e Badelj come mediani in linea davanti alla difesa: maggiore protezione per la difesa, manovra tendenzialmente più avvolgente e di controllo, e meno in profondità. In attacco la formula della doppia punta maschera in realtà la presenza di una punta centrale come Immobile, che domina la scena, ed un trequartista a supporto, Luis Alberto o Correa. Insomma, le caratteristiche della rosa si sposano perfettamente col 3-5-2, e i meccanismi sono ormai stati mandati a memoria: il modulo un punto fermo sul quale costruire la prossima stagione.

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Redazione

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