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Lazio Patria Nostra

In pieno periodo di calciomercato, le voci si rincorrono in maniera compulsiva. Rumors, avvistamenti, like sui social: tutto fa gioco al baraccone dei siti internet per alimentare interesse e creare numeri e profitto.
Non ne è esente nemmeno il mondo Lazio, che a differenza dell’ormai totalità delle società calcistiche, si muove nel silenzio più totale. Zero interviste, di imbeccate nemmeno l’ombra, indizi indecifrabili anche per il più novello Sherlock Holmes.
Ma pur di riempire le pagine dei propri portali, si assiste ormai ogni anno ad un elenco sconfinato di nomi il cui iter più comune viaggia dalla “questione di ore” alla “brusca frenata” per poi concludersi puntualmente con il titolo “Lazio: sfuma …“, il tutto ovviamente sotto la voce incontestabile dell’esclusiva.
A chi giova tutto ciò? Sicuramente ai direttori di testata o ai padroni dei vari portali. Ma piuttosto che chiedersi a chi giova, sarebbe il caso di porsi la domanda contraria: chi danneggia tutto ciò? La risposta è semplice: la Lazio!
La Lazio, intesa come società, è la prima ad essere danneggiata da questo malcostume della comunicazione romana. Malumore, sfiducia, delusione ed oltre: questi sono i risultati del modus operandi dell’ambiente Lazio. E sono risultati che generano danni in termini economici, di entusiasmo, di presenze allo stadio e di conseguenza anche di punti in classifica.
La cosa più triste, o vergognosa a seconda del termine che volete utilizzare, è che la totalità di questi siti o trasmissioni radiofoniche include il nome “LAZIO” nel proprio nome. Si sfrutta quindi la passione dei tifosi per creare lettori (o ascoltatori), e poi si fa in modo che gli stessi tifosi abbiano nei confronti della Lazio un sentimento negativo.
Nei primi anni novanta si affacciava in maniera sempre più frequente la parola AIDS. E nelle tv italiane veniva trasmesso uno spot di “Pubblicità Progresso” per informare la popolazione del rischio del contagio. Lo slogan indimenticabile era: Se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide.
Tralasciando la differenza di applicazione, ma il paragone riteniamo essere estremamente calzante. Questi personaggi con i loro articoli sempre a sfondo pessimistico, con i loro titoloni di giocatori sfumati, con le loro arringhe radiofoniche intrise di negatività, a lungo andare inquinano le nostre anime. Leggere e ascoltare costantemente cose negative sulla Lazio, prima o poi porta la gente a disaffezionarsi, con i risultati che vediamo purtroppo ogni domenica allo stadio.
Come è possibile quindi difendersi da questi untori? Arrivando a capire che l’ambiente Lazio siamo noi, e non loro. L’ambiente Lazio siamo noi che scriviamo e tu che ci leggi; è il tuo amico laziale, il tuo collega di lavoro con lo sfondo dell’aquila sul pc, il tuo vicino di casa con la cover di Olympia. E siamo noi che possiamo fare la differenza, siamo noi che possiamo creare un ambiente positivo. Fregandosene ed ignorando i siti o le radio di cui sopra, isolando i contestatori cronici, raccontando ai nostri figli e nipoti e amici la bellezza di vedere la maglia bandiera su un prato verde.
La Lazio è Patria Nostra, come recitava una delle tante splendide coreografie dei ragazzi della Curva Nord. E come tale abbiamo il dovere di difenderla, di proteggerla, di crearle intorno un ambiente sano, positivo ed il più possibile unito.
Abbiamo ancora davanti la bellezza di uno stadio pieno nelle gare contro Salisburgo ed Inter, sentiamo ancora il brivido ripensando al nostro inno cantato all’unisono da 50.000 voci. Questa è la Lazio, questo è l’ambiente che la Lazio merita e che noi meritiamo di vivere e costruire. E la nostra storia ci insegna che di fronte ad un ambiente del genere, spesso il Dio del calcio si è dovuto inchinare.
E checché ne dicano i detrattori, la Lazio è forte ed i Laziali sono invincibili.

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Redazione

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