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Quel non esempio di valore

20 luglio 2017. Il trasferimento o grande tradimento che dir si voglia. Leonardo Bonucci lascia la Juventus dopo aver vinto tutto e passa al Milan.

2 agosto 2018. Il ritorno a casa e la fuga da Milano. Leonardo Bonucci lascia il Milan da perdente e torna alla Juventus.

Si potrebbe iniziare o anche riassumere così per parlare del caso dell’estate. E’ vero che nel calcio non ci sono più le bandiere, tranne rari casi, il rispetto per i tifosi che sono quelli che muovono il calcio è sempre meno e le maglie si cambiano di stagione in stagione, ma possibile che non ci siano più valori e si passa sopra tutto per i grandi contratti? Ma andiamo con ordine.

A VITA IN BIANCONERO –  Il 19 dicembre arriva il rinnovo tanto atteso da tutti i fans bianconeri. Su Instagram annunciò lui stesso la bella notizia: “Ho rinnovato fino al 2021, Ho scelto la casa dove sono cresciuto e diventato grande tra i grandi. Vestirò ancora il mio 19 con orgoglio bianconero. Ancora, Fino alla Fine, un solo obiettivo: continuare a vincere! #LB19 #Bonucci2021”. Ai canali ufficiali bianconeri continuò: “Voglio diventare ancora di più una leggenda di questa società, migliorando sempre e continuando a coltivare la passione che mi aiuta nei momenti di difficoltà e che mi permette di valorizzare le mie caratteristiche. Adesso arriva il bello, sono sulla vetta della montagna, sta a me essere più forte del vento che soffia per restare lassù e continuare a migliorare lungo una strada fatta di umiltà e sacrificio. Finirò di migliorare quando attaccherò le scarpe al chiodo. Questa frase sembra banale, scontata, ma rappresenta la mia voglia di lottare e mettermi in discussione”.

LE TENSIONI – I primi screzi tra il difensore e l’ambiente societario bianconero ci furono quel venerdì 17 febbraio, in campo Juventus e Palermo. Una vittoria facile per le zebre ma qualcosa successe al 70′, quando Leo richiamò Allegri chiedendo la sostituzione per uno stremato Marchisio. Max stava cambiando Sturaro acciaccato con Cuadrado. Insulti pesanti a raffica tra difensore ed allenatore, ripresi da tutte le telecamere. Teoricamente, sono cose che rimangono sul rettangolo verde e basta. Chi ha giocato a calcio, sa che quello che succede in campo rimane sul campo, è una regola non scritta del gioco più bello del mondo. Poco dopo Marchisio fu sostituito ma al triplice fischio Bonucci scappò sotto la doccia, non festeggiando i 3 punti insieme alla squadra. Nel post partita Allegri parlò di “incomprensione”, anche se secondo le ricostruzioni del dopo, volarono parole grosse nello spogliatoio.

L’ESCLUSIONE – Quattro giorni dopo, la Juventus è di scena in Portogallo per la Champions League. Si gioca con il Porto e nella classica conferenza stampa di presentazione Allegri esclude Bonucci e lo manda in tribuna. Cosi il tecnico si espresse in merito: “Leo va in tribuna, paga lui per tutti, nella vita c’è sempre uno che paga, fosse stato il primo magari non toccava a lui. Però esistono il rispetto e l’educazione e bisogna far capire lo sbaglio, con serenità e da persone mature. Ho il diritto di prendere delle decisioni, non ci saranno strascichi. Io stesso ho avuto atteggiamenti sbagliati e per questo in settimana farò una donazione a un ente umanitario”.

IL MILAN – Il 20 luglio 2017 viene ufficializzato il trasferimento in maglia rossonera. A fine agosto, in conferenza stampa pre Spagna-Italia si portò in alto da solo, parlando dal suo trono che si è costruito da solo, senza che nessuno lo ha incoronato. Messo lì senza motivi, come da baluardo pronto a difendere le sue presunte ragioni. Le sue parole: “Ho deciso di andare via per le scelte che aveva fatto la società. Mi hanno dato dell’infame, del traditore e del mercenario, tre aggettivi pesanti per uno che ha sempre fatto il massimo con la Juve. Mi ha dato fastidio. Ma io so che non lo sono, le chiacchiere se le porta via il vento. Mi interessa essere ricordato come un vincente, conta la bacheca. Al Milan non sono andato per guadagnare più soldi, molti non sanno che nell’ultimo anno alla Juventus guadagnavo quasi quanto ora. Ci volevano le palle per fare la scelta che ho fatto, ma adesso sono contento”. Come se non bastasse, pretende e strappa anche la fascia di Capitano a Montolivo.

POKER SERVITO – Il 10 settembre 2017 la nostra Lazio disputa una partita meravigliosa e rifila un perentorio 4-1 al Milan. Nel finale Bonucci attacca violentemente Immobile. Le versioni dello screzio sono varie. Si va dall’irritazione di Bonucci per un pallonetto di Ciro, ad un dribbling subito dal difensore dallo stesso bomber Laziale per finire al rimprovero di Ciro contro Kalinic, reo di aver simulato in area di rigore, con il capitano rossonero che avrebbe preso solamente le difese del compagno. A Roma, tutto ciò ha un solo significato: “stai a rosicà”.

IL GOL DELL’EX – 31 marzo 2018, la Juventus ospita il Milan. Bianconeri che vanno subito in vantaggio con Dybala. Al 28′ arriva il pari di Bonucci che non ci pensa due volte ad esultare in faccia a tutti. La sua voglia di rivalsa dura pochi minuti, il tempo che Cuadrado trovi il 2-1 (Khedira la chiuderà nel finale).

IL RITORNO ALLA JUVENTUS – 2 agosto 2018, il figliol prodigo torna alla casa madre. In mattinata svolge le visite mediche ed al termine posa con i tifosi per selfie ed autografi. Ha visto il calciomercato fatto da Marotta e non ha esitato a scappare dalla Milano rossonera. Come dire, “la faccia come il culo”. Quando parlerai, non ti chiediamo nulla ma saremo pronti a farci qualche risata, perchè tanto lo sappiamo cosa può uscire da quella bocca. Continuerai a vincere trofei, ad aumentare il tuo patrimonio, ad avere tutto. Ma la dignità non puoi comprarla e rimarrai sempre una persona di poco valore, caro LB19.

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Redazione

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