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Angolo tattico

La nuova “vecchia” Lazio di Simone Inzaghi

Sono passati 14 anni dall’avvento di “Iron” Claudio Lotito ai vertici della società, 28 sessioni di mercato, tra le quali la corrente, probabilmente la più oculata e completa della recente storia del patron biancoceleste. Coadiuvato ovviamente dai sapienti occhi di Igli Tare, Claudio Lotito ha finalmente messo un allenatore nelle condizioni di poter scegliere. Tantissimi acquisti, una cessione dolorosissima (Stefan De Vrij), una rosa finalmente lunga come la volevano il mister e i tifosi più famelici.

Partendo dal presupposto di una continuazione del 3-5-1-1, “Inzaghino” (soprannome da rivedere) ripartirà dalle solide basi della stagione 2017/2018: possesso palla partendo da dietro, ripartenze veloci con palla filtrante per Immobile, ricerca dissennata della fisicità di Milinkovic. Il tecnico avrà però a disposizione un sacco di armi in più per poter modificare il proprio stile di gioco ed adeguarlo all’avversario di turno.

Innanzitutto, due intere formazioni “titolari” con il 3-5-1-1:

        

Tantissime alternative di livello, con Berisha che insidia da vicinissimo il quasi 34 enne Marco Parolo, un giocatore a cui difficilmente gli allenatori rinunciano. Dietro c’è l’incognita Acerbi, giocatore valido ma sostanzialmente diverso da Stefan De Vrij. Acerbi, tra l’altro, è l’unico a non avere un vero e proprio sostituto “diretto”, se non Luiz Felipe che è comunque una garanzia sul centrodestra. Sugli esterni c’è l’imbarazzo della scelta, (nella grafica manca anche Jordan Lukaku) con Lulic possibile jolly sia come mezzala che come esterno destro, altra zona nella quale le alternative (Basta e Patric) non convincono a pieno. Come “10” possono giocare Luis Alberto, Correa e Milinkovic. Finalmente problemi di abbondanza.

La variante 3-4-2-1 con l’inserimento di alcuni “nuovi:

    

FormazionI con potenziale altissimo, sia difensivo che offensivo. Lo scudo Badelj – Leiva garantisce un’enorme copertura ad Acerbi, sulla trequarti nella prima ipotesi abbiamo Milinkovic (193 cm) e Correa (188 cm) granatieri con tecnica da numero dieci. Rinunciare a Luis Alberto è oggettivamente quasi impossibile, nella seconda ipotesi abbiamo lo spagnolo leggermente più decentrato rispetto al solito, con la possibilità che si abbassi a fare il regista avanzato (terza ipotesi) per riprendere una posizione più centrale e giocare più palloni.

In sintesi, tanto materiale per divertirsi, sia per Simone Inzaghi che per i tantissimi tifosi al seguito della squadra biancoceleste.

 

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Redazione

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