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Angolo tattico

Chi è Joaquin “El Tucu” Correa

Nato in Argentina 24 anni fa, Joaquin Correa sembra avere addosso le stimmate del predestinato. A 17 anni fa il suo esordio tra i professionisti indossando la prestigiosa maglia dell’Estudiantes, storica squadra argentina che diede i natali calcistici a Juan Sebastian Veron, ed al pari della Brujita, Correa ne ripercorre le tappe della carriera quasi come una replica in differita. Dall’argentina, infatti, viene acquistato dalla Samp ancora giovanissimo, dove vive una stagione di alti e bassi. Come per Veron, anche per El Tucu le strade con i blucerchiati si separano quasi subito per approdare al Siviglia dell’allora Re Mida Monchi, che si innamora di questo ragazzo dal fisico imponente e dal piede di velluto. Dopo l’esperienza spagnola, eccolo tornare in Italia, ad indossare la maglia della Lazio, così come il suo predecessore.

A differenza di Veron, Correa è un calciatore che sviluppa il suo gioco soprattutto nella parte sinistra del campo; non proprio un esterno puro, ma un calciatore che ama svariare su quel lato del campo per poi accentrarsi e tentare la giocata. E’ alto 188 centimetri, che fa sentire nei duelli aerei sui quali ha spesso la meglio. Non propriamente un goleador a leggere i numeri (7 reti l’anno scorso tra campionato e coppe), ma tecnicamente sublime considerando che supera i 7 dribbling riusciti a partita. A differenza di Felipe Anderson che faceva della tecnica in velocità il suo punto di forza, è un calciatore che predilige il gioco stretto e la giocata filtrante, con una precisione nei passaggi pari ad oltre il 90%.

Nello scacchiere tattico di mister Inzaghi, quindi, El Tucu potrà essere una validissima alternativa a Luis Alberto o a Milinkovic-Savic, mantenendo alto il livello sia fisico che tecnico della squadra.

Il limite che gli viene riconosciuto è la continuità, che è un pò l’accusa che veniva spesso fatta a Felipe Anderson. A differenza del brasiliano, Correa vanta 7 presenze da titolare nell’ultima stagione di Champions League con il Siviglia.

I tifosi della Lazio, quindi, si augurano che la maturazione avvenuta in Spagna possa aver contribuito a regalare ad Inzaghi un calciatore completo e finalmente decisivo, sognando di ripercorrere le gesta eroiche del suo predecessore con la maglia numero 23.

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Redazione

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