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L’unione fa la forza

Chi è laziale lo sa bene, perché la nostra storia ne è piena: un gruppo saldo può raggiungere traguardi impensabili.
E c’è stato un momento durante questo ritiro di Auronzo, in cui in molti avranno avuto un sussulto di speranza; e non è stato l’arrivo di Acerbi o quello di Berisha o le parole al miele di Immobile sul suo futuro biancoceleste. Ma sono stati più o meno 20 secondi, quelli con cui l’ormai storico team manager Maurizio Manzini ha corso i due lati corti del campo di allenamento dello Zandegiacomo. 20 secondi di goliardia, certo, ma ricchi di significato nel vedere tutta la squadra biancoceleste sorridere ed abbracciarsi intorno all’eroe del momento. Immobile con il cellulare, Leiva il primo ad abbracciarlo al suo arrivo, Lulic, Radu e via via tutti gli altri; a dimostrazione di un gruppo veramente unito, frutto del lavoro di un ambiente che è riuscito a ricompattarsi intorno a questi ragazzi guidati da Mister Inzaghi ed a ricreare quel tutt’uno di fronte al quale spesso la storia del calcio si è dovuta inchinare.

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Redazione

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